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NEWS

Roma, lì 31 marzo 2008
ECPAT in GENITORI SI' COMPLICI NO
ECPAT
sta per "End Child Prostitution, Pornography and Trafficking", cioé "Porre fine alle prostituzione minorile, alla pedopornografia e alla tratta di minori". ECPAT rappresenta il principale network europeo attiva nei cinque continenti nel contrastare abusi e traffici di minori. Con la sua convinta adesione la campagna si arricchisce di una presenza autorevole.


Paderno Dugnano, lì 31 marzo 2008
Le Radici e le Ali aderiscono alla Campagna
L'Associazione «Le Radici e Le Ali» è molto attiva soprattuto nell'animazione di reti di famiglie adottive e affidatarie: il suo forum www.leradicieleali.com è uno dei più prfentati dalla community delle famiglie adottive. L'adesione alla campagna offer una nuova opportunità di dialogo all'interno del "sistema" delle adozioni internazionali.


Roma, lì 27 marzo 2008
Le ACLI aderiscono alla Campagna
"Bisogna pur fare qualcosa sul tema della difesa dei diritti delle persone, e, in particolare, delle donne e dei bambini: e soprattutto con la Cina, visto che tutti per paura (il gigante) o per interesse (il business e i soldi dei fondi cinesi) tacciono. Vedi anche la penosa questione del silenzio di tutti sulla questione del Tibet " dichiara Luca Jahier responsabile nazionale delle ACLI nel motivare l'adesione del movimento cattolico a GENITORI SI' COMPLICI NO

Milano, lì 21 marzo 2008
L'Associazione Nazionale Famiglie Numerose aderisce alla Campagna
L'adesione, espressa dal Presidente dell'ANFN, Mario Sberna, deriva da una notevole interesse per i temi proposti. L'ANFN è in questi giorni impegnata anche nella Campagna "UN FIGLIO, UN VOTO" (scarica il volantino).


Roma, lì 15 marzo 2008
Il Direttivo del CEA approva il manifesto della Campagna
«Parte proprio dagli Enti Autorizzati per le Adozioni Internazionali un'iniziativa che si propone quale luogo di convergenza e di comunanza d'intenti per un vasto mondo di Associazioni Familiari e di difesa dei diritti civili», dichiara Gianbattista Graziani, portavoce del CEA. «La Campagna dovrà prefiggersi l'obiettivo di una mobilitazione non solo nazionale, ma anche europea, perchè riguarda il senso profondo dell'adozione internazionale quale tutela del minore a vivere in una famiglia: e in primis la propria d'origine».

 
Vuoi saperne di più delle politiche demografiche autoritarie della CINA? Approfondisci l'argomento su Wikipedia (ITA-EN)


Chi sostiene la campagna
Gli Enti Autorizzati e le Associazioni Familiari, ma anche migliaia di cittadini, sono in prima linea per sostenere la campagna
GENITORI
COMPLICI NO
info@genitorisicomplicino.org

 

GENITORI COMPLICI NO è la campagna promossa da Associazioni Familiari, Enti non profit, Istituzioni e singoli cittadini per mobilitare l’opinione pubblica Italiana e, in prospettiva, Europea e mondiale sull’abominio rappresentato dalle politiche demografiche autoritarie della Repubblica Popolare Cinese.

Si tratta di politiche che prevedono gli aborti selettivi di genere (quasi sempre contro le bambine) e la legge del figlio unico. L’abolizione per legge dei fratelli e delle sorelle, la violenta ingerenza nei progetti di vita e familiari imposti dallo stato autoritario rappresentano il massimo dell’abominio: soprattutto perché sublimano l’idea stessa di prevaricazione dello Stato sull’individuo e sui suoi diritti fondamentali.

Contro questo avviene spesso nella colpevole e interessata indifferenza del mondo occidentale attraverso l’ipocrita scusa della «non ingerenza nelle questioni interne». Ma di questione interna non si tratta, riguardando la sfera dei diritti universali e inviolabili dell’uomo.

La mobilitazione parte dalla richiesta di moratoria a tempo illimitato da parte dell’Italia delle adozioni internazionali di bambine e bambini cinesi, proprio per non trasformare un atto d’amore in complicità con queste violazioni dittatoriali dei diritti dei bambini stessi e delle loro famiglie.

Scarica il manifesto della campagna in formato pdf.


Azioni concrete

Alle donne e agli uomini italiani chiediamo di mobilitarsi nelle forme civili di espressione diretta del dissenso nei confronti delle politiche e di pressione nei confronti delle rappresentanze diplomatiche cinesi in Italia attraverso la sottoscrizione del presente manifesto e le altre forme di manifestazione che saranno proposte nel corso della campagna.

Agli operatori dei mass media chiediamo di dare voce a questa iniziative, alzando il velo di indifferenza che ricopre l’abominio delle politiche demografiche autoritarie della Cina.

Ai rappresentanti della politica e delle Istituzioni Italiane chiediamo di attuare immediatamente la moratoria sulle adozioni internazionali di bambine e bambini cinesi, di rappresentare nelle forme più determinate tale posizione al governo della Repubblica Popolare Cinese e di farsi promotore di un’iniziativa analoga e comune in seno all’Unione Europea.

Alle Organizzazioni Non Governative e alle Associazioni Familiari chiediamo di sottrarsi a qualsiasi forma di possibile complicità con le politiche demografiche autoritarie della Cina, non accettando compromessi in nome di falsi scopi umanitari.

TgLA7 del 13 gennaio 2008

 

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Stefano ha scritto:

Non solo mi compiaccio ed aderisco alla vostra lodevole iniziativa ma, personalmente, non manderei nessuno alle Olimpiadi boicottando in tutto quel paese; mi spiace solo per gli ultimi eventi (terermoto) che hanno devastato la popolazione.

Firenze li 28/05/2008 alle ore 14:18

Alessandro ha scritto:

Complimenti per la coraggiosa iniziativa. La Cina è uno dei paesi peggiori al mondo e contemporaneamente più sostenuto dagli altri stati; mettersi contro il regime di Pechino oggi è una vera opera di Civiltà.

Chieti li 12/05/2008 alle ore 13:07

Cris ha scritto:

COMMENTO NON APPROVATO PER USO DI TURPILOQUIO

Verona li 21/04/2008 alle ore 16:32

Salvatore ha scritto:

Sono d’accordo con Lucia sulla stranezza dell’accreditamento di CIAI e AIBI in Cina. Mi sembravano enti molto attenti all’etica dell’adozione e alla tutela dei diritti dei bambini (almeno il CIAI, mentre l’AIBI ha una fama un po’ più commerciale). Credo però che essere accreditati da un organismo di uno stato autoritario non sia un titolo di merito, ma una sorprendente superficialità. Spero che anche questi due enti non cadono nella ricerca dei soldi e basta.

Anguillara li 12/04/2008 alle ore 14:23

Sandra ha scritto:

È commuovente leggere la testimonianza di Lucia di Milano. Credo proprio che esprima al meglio la generosità e disinteresse che una coppia mette nel intraprendere la strada dell’adozione internazionale. Riconosco gli stessi sentimenti che mio marito ed io abbiamo provato quanto abbiamo adottato il nostro piccolo angelo. Ma proprio per questo è necessario che questo amore non diventi complicità. Le bambine e i bambini cinesi vengono certificati come “adottabili” proprio dal quel CCAA (autorità cinese per le adozioni internazionali) che fa parte dello stesso apparato dittatoriale che “rapisce” alle famiglie cinesi i propri figli per controllare le nascite e la demografia. Lucia fermati prima di avere dei rimorsi che potrebbero segnare la tua felicità futura!

Rimini li 12/04/2008 alle ore 14:19

Lucia ha scritto:

Mi chiedo come mai questa moratoria sia nata dopo che AIBI e CIAI sono stati riconosciuti dal CCAA come gli unici enti italiani che per il momento possono concludere pratiche di adozione internazionale con la Cina!!! Lascio la risposta a chi vuole essere onesto fino in fondo e non si lascia manipolare da facili giudizi verso enti che da anni si impegnano in progetti di cooperazione nei paesi in via di sviluppo (non occupandosi solo di adozione internazionale...)o aspiranti genitori che, scegliendo questi enti per il percorso di adozione internazionale, hanno deciso di non "seguire la strada più facile::Veloce" per portare avanti il loro desiderio di maternità::Paternità. Dico solo che noi abbiamo affidato l'incarico al nostro ente 21 mesi fa sapendo sin dall'inizio che i tempi di attesa sarebbero stati più lunghi che altrove. Perché lo abbiamo fatto? Perché siamo da subito entrati in sintonia con in nostro ente, perché ci dava e ci dà una sensazione di totale fiducia rispetto all'eticità dei percorsi seguiti. Sì, abbiamo deciso di soffrire un po' più tempo in attesa, per poter un giorno guardare negli occhi nostro figlio in tutta onesta e con tanto amore e senza alcun dubbio sulla sua provenienza.

Milano li 12/04/2008 alle ore 11:37

Sabrina ha scritto:

Sono proprio d'accordo sul fatto che si dovrebbe boicottare tutto quello che viene dalla Cina: ma gli interessi economici fanno dimenticare sempre i valori. Non vorrei che gli Enti della Cina giustificassero con motivi umanitari quello che potrebbe essere un bel bussines: quello delle adozioni dalla Cina. Non possiamo essere complici e rendersene conto ci rende ancora più responsabili.

Napoli li 09/04/2008 alle ore 22:13

Carmelo ha scritto:

Non sono da accordo, e per molte ragioni, nonostante faccia parte di uno degli Enti che hanno aderito. Considerando l'assoluta noncuranza da parte del Governo della Cina (vedi il caso del Tibet e le Olimpiadi)ai richiami dei vari governi per il rispetto delle regole elementari dei diritti dell'uomo forse l'unica vera conseguenza è quella prospettata dall'AIBI: i bambini saranno abbandonati due volte, anche dai propabili futuri genitori... Inoltre perchè allora non parlare ad esempio di una moratoria sull'aborto? Siamo in campagna elettorale? O meglio, perchè non si proprone, se si vuole veramente fare pressione, una moratoria su TUTTI i prodotti che vengono dalla Cina (sto parlando anche dei prodotti con il marchio italiano : vedi Chicco); quanti giocattoli, vestiti, ed altro, rimarrebbero nelle nostre case se buttassimo via quelli prodotti in Cina. Guardiamo da dove viene il circa 70-90 % delle cose che compriamo? Perchè non si ha il coraggio di una vera moratoria su tutti i prodotti fatti in Cina? Non è questo un vero strumento di pressione invece di mettere nel gioco dei bambini? Credo che questa campagna vada riconsiderata e riproposta in un miglior modo.

Gallarate li 09/04/2008 alle ore 10:25

Concetta ha scritto:

Ma chi adotterà una bambina cinese non finirà come quei gerarchi argentini che prima uccidevano i genitori e poi ne adottavano i figli? Non vorrei che tra qualche anno uno di questi figli accusi veramente questi genitori di essere stati complici di chi li ha rubati alla loro famiglia. Sono certa che tutti i genitori adottivi faccio questo solo per amore. Allora bisogna fermarsi e non diventare complici anche se si pensa di fare del bene.

Catania li 08/04/2008 alle ore 21:17

Elisabetta ha scritto:

A Claudio e Mario desidero dire che in tutte le salse ci viene sempre detto che l’adozione internazionale si fa in rispetto del principio di sussidiarietà: prima le famiglie del paese del bambino e poi l’adozione internazionale. Come si fa a pensare solo di diventare genitori di un bambino che una legge ha strappato a questo suo diritto. Per quanto mi riguarda la campagna è giusta e ben vengano gli enti di adozione internazionale che la sostengono anche andando contro corrente. Mario: come fai a paragonare un bambino ad un mp3? Io mi vergognerei.

Sarno li 08/04/2008 alle ore 21:10

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